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Corruzione per le protesi ortopediche, 15 indagati

Conclusa l'inchiesta su una clinica privata lucchese in cui venivano impiantate protesi di un unico marchio a spese del servizio sanitario pubblico

LUCCA — E' stata notificata la conclusioni delle indagini alle quindici persone indagate per corruzione nell'ambito di un'inchiesta della procura sulla clinica privata Barbantini. Stando alla ricostruzione delle Fiamme Gialle, il sistema ruotava intorno alla possibilità di impiantare nella clinica lucchese, a spese del servizio sanitario pubblico, protesi ortopediche prodotte da un'azienda francese a pazienti residenti nel Lazio, aggirando così i limiti di spesa fissati dalla Regione Toscana per i pazienti toscani. Secondo gli inquirenti, i vari membri dell'organizzazione avrebbero tratto da questo sistema vantaggi economici per circa un milione e mezzo di euro.

Fra gli indagati ci sono il rappresentante della società che gestisce la casa di cura, sette medici ortopedici che lavorano nel Lazio, i responsabili di una società romagnola che commercializza in Italia le protesi francesi.

Gli inquirenti ritengono che la società romagnola abbia indotto gli ortopedici laziali ad operare i loro pazienti nella clinica lucchese e poichè si trattava di interventi di alta complessità eseguiti su pazienti residenti al di fuori della Toscana, il costo veniva addebitato al servizio sanitario regionale senza alcuna limitazione di spesa, incrementando il fatturato della clinica, della ditta romagnola e degli ortopedici.

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