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Ibis uccisi, la Cassazione inchioda il cacciatore

La Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dopo la condanna dell'uomo che sparò a due esemplari della rarissima specie protetta

ROMA — A far rimbalzare la notizia e a esprimere soddisfazione per la decisione, è stata la Lav, che nel processo si è costituita parte civile. "Una pronuncia netta che inchioda il cacciatore alle sue responsabilità e mette in evidenza la debolezza delle associazioni venatorie nazionali che non riescono a tenere a bada il desiderio di uccidere dei loro associati”, si legge in una nota.

Quello della caccia agli Ibis eremita è un problema molto serio. Sono stati tre gli esemplari impallinati nel 2016. Ora, dopo il pronunciamento della Cassazione che ha respinto il ricorso del cacciatore di Lucca che nel 2012 sparò ai due esemplari uccidendoli, la condanna è diventata definitiva: multa da 2mila euro e revoca della licenza di caccia. Gli Ibis stavano migrando verso la laguna di Orbetello. 

Gli Ibis eremita sono una specie rarissima e protetta. Attraverso il progetto Waldrappteam, gli esemplari sono fatti nascere in cattività e poi accompagnati nella loro migrazione dalla Germania all'Italia attraverso l'utilizzo di rilevatori Gps e alla presenza fisica dei ricercatori che ne guidano la rotta a bordo di velivoli ultraleggeri. 

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