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Violenza sessuale, il web inchioda l'aggressore

In una foto su Facebook, il giovane lucchese arrestato per il presunto stupro vicino a una discoteca milanese era vestito come la notte della violenza

MILANO — Il giovane arrestato dalla polizia per la presunta violenza sessuale commessa nella notte tra il 12 e il 13 ottobre su una ventenne di origine dominicana (vedi articolo correlato) era arrivato nel capoluogo lombardo insieme a degli amici per trascorrere una serata in discoteca. Il ragazzo, 21enne lucchese originario del Gabon, si trova agli arresti domiciliari.

La polizia che lo ha arrestato ha scoperto che il giovane, per accreditarsi come soccorritore della vittima, ha detto di averla aiutata dopo averla notata in compagnia di alcuni nordafricani. Ma per gli investigatori ha commesso un errore, fornendo addirittura "il proprio numero di cellulare a un amico della ragazza", ha spiegato il capo della Squadra mobile Marco Calì.

Un passo falso che ha consentito agli investigatori di risalire al suo profilo Facebook insieme agli elementi forniti dalle celle telefoniche agganciate e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Proprio sul social, l'elemento che lo ha inchiodato: in una foto indossava la stessa camicia colorata con un numero stampato dietro e un cappellino nero che aveva la notte della violenza nel parco Sempione. 

Da quanto emerso fino a ora, la ragazza vittima della violenza è stata attratta dal giovane che ha approfittato del suo stato di alterazione a causa dell'alcol, fattore che le ha impedito di difendersi.

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