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Sequestrato e malmenato per farlo confessare

Aveva affittato un rudere sul fiume Serchio a tre persone che poi lo hanno sequestrato perché convinti che avesse rubato loro 30 chili di droga

LUCCA — Tre malviventi lo hanno sequestrato e picchiato, minacciandolo con un fucile in un rudere lungo le sponde del fiume Serchio a Lucca, perché accusato di aver sottratto a loro 30 chili di hashish. Questo quello che è accaduto ad un imprenditore della Val di Magra, ignaro del furto, ma che aveva affittato loro il rudere dove i tre avevano nascosto la droga.

Quando i tre si sono accorti che l'imprenditore non c'entrava nulla, lo hanno liberato ma lo hanno obbligato a rimborsare loro il mancato guadagno. L'uomo però ha denunciato l'incubo facendo scattare le indagini.

E oggi i carabinieri hanno arrestato tre persone a Sarzana, due marocchini di 37 e 23 anni e un rumeno 55enne, per sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina aggravata in esecuzione di ordine di custodia cautelare del gip di Lucca.

Secondo l'accusa, l'imprenditore è stato prelevato dalla propria abitazione in Val di Magra e portato in una baracca sulle sponde del fiume Serchio a Lucca dove è stato minacciato con fucile, legato e picchiato per ore dai tre, convinti che li avesse derubati della droga.

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