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Snai, firmato l'accordo che evita i licenziamenti

L'azienda ha accettato i punti cardine proposti dai sindacati. Braccini: "L'intesa prevede il ricorso a uno strumento simile alla cassa integrazione"

LUCCA — Si è svolto ieri a Firenze nella sede di Confindustria l'incontro nazionale del gruppo Snaitech ed è stato siglato un accordo sindacale che evita i 68 licenziamenti previsti in un primo momento. 

"L'azienda - ha spiegato Massimo Braccini, coordinatore nazionale per Fiom del gruppo Snai - ha accettato i punti fondamentali delle richieste sindacali e l'attivazione di strumenti alternativi per la gestione del personale eccedente. L'intesa che è stata illustrata all'assemblea dei lavoratori metalmeccanici e che sarà soggetta all'approvazione tramite referendum, prevede il ricorso alle prestazioni del fondo di integrazioni salariali (Fis), uno strumento simile alla cassa integrazione, a decorrere dal 3 luglio per un periodo di 26 settimane e sarà possibile applicare meccanismi di rotazione del personale".

"L'azienda - ha ripreso Braccini - si dichiara disponibile ad anticipare mensilmente l'importo previsto dal Fis. E' previsto inoltre un sistema di incentivo all'esodo su base volontaria per i lavoratori che non si oppongono al licenziamento. L'accordo sancisce la conclusione positiva della procedura che quindi è da intendersi espletata a tutti gli effetti".

Durante i sei mesi di utilizzo del Fis ci sarà un monitoraggio con appositi incontri con cadenza mensile. Il prossimo incontro tra le parti è previsto il 26 maggio al Ministero del lavoro per la sottoscrizione definitiva dell'intesa.

"Nello stesso tempo - ha aggiunto il coordinatore Fiom - non rinunceremo a vederci riconosciuti gli ammortizzatori sociali previsti dal settore industria metalmeccanica ed ai versamenti che i lavoratori hanno effettuato nel corso di questi ultimi 15 anni, in quanto l'azienda era e continua ad essere inquadrabile nell'industria".

"L'accordo raggiunto dopo un anno di incontri, discussioni e iniziative sindacali - ha concluso Braccini - segna comunque un punto di svolta importante per i lavoratori di un gruppo ed un settore complesso come quello legato al gioco, dove nel corso degli anni vi è stata una crescita esponenziale sia in termini di sviluppo aziendale che occupazionale, ma che nello stesso tempo ha accumulato debiti per una probabile gestione imprenditoriale non proprio consona. Crediamo che la fusione delle società sia stata anche un'ancora di salvataggio, ma che il processo di organizzazione del lavoro tra le varie sedi di Porcari, Roma e Milano vada completato compiutamente. Questo lo si potrà fare solo se l'azienda non percorrerà le strade del passato e se assumerà una visione industriale a tutti gli effetti fondata anche sulle relazioni sindacali così come debbono appartenere ai grandi gruppi aziendali".

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