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Polveri sottili, ecco il piano per abbatterle

inquinamento

Regione Toscana e comuni della piana lucchese hanno siglato un accordo da 900.000 euro per incentivare la sostituzione degli impianti a biomassa

LUCCA — Vale 5 milioni di euro il piano della Regione Toscana per migliorare la qualità dell'aria nella zona compresa tra Firenze, Prato, Pistoia e Lucca. Il piano viaggia su due direttrici: da un lato l'abbattimento del biossido di azoto, particolarmente elevati nella zona di Firenze e dall'altro il contrasto alle polveri sottili, il PM10. 

Su quest'ultimo versante, la Regione ha siglato un accordo da 900.000 euro con i comuni della piana lucchese per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento civile a biomassa con impianti di condizionamento degli edifici, come le pompe di calore e, prioritariamente, quelle servite da pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici.

L'accordo prevede anche contributi alle piccole aziende agricole e ai cittadini per l’acquisto di biotrituratori come alternativa agli abbrucciamenti all’aperto dei residui vegetali delle coltivazioni.

Obiettivo degli interventi è la riduzione delle emissioni di PM10 derivanti dalla combustione da biomasse per il riscaldamento domestico e dagli abbruciamenti all’aperto.

“Una delibera importante che darà benefici e che risponde a tematiche di estrema attualità come quella della qualità dell’aria che respiriamo – ha detto l’assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni - Si tratta di azioni che dobbiamo mettere in campo per intervenire in maniera molto incisiva sulle riduzioni di biossido di azoto che deriva dal traffico veicolare e sulle polveri sottili delle famigerate PM10 che riguardano il sistema di riscaldamenti domestici e non solo. Per le polveri sottili andiamo a intervenire sui due agglomerati, quello della Piana lucchese della Val di Nievole, e l’altro fra Pistoia e Prato che hanno già registrato peraltro in questi anni un miglioramento. Sono risorse che andranno a incentivare la sostituzione di caldaie a biomasse e l’acquisto di biotrituratori per porre fine a quel fenomeno degli abbruciamenti particolarmente impattante sulle pm10".

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