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Polveri sottili, maglia nera alla piana Lucchese

Il dossier Mal'Aria promuove la Toscana ma restano alcune criticità nella piana Lucchese e in quella fiorentina. Il punto di Legambiente

LUCCA — In linea generale, il dossier annuale sull’inquinamento atmosferico promuove la Toscana, ma permangono alcune criticità Per il Pm10, con la Piana Lucchese si conferma maglia nera nella classifica regionale Legambiente: “Non bastano misure tampone - commenta Legambiente -. Servono interventi strutturali e di lungo periodo, come il rafforzamento del trasporto pubblico su rotaia”.

Dal rapporto emerge un bilancio fatto di luci e ombre per la Toscana, anche se è indubbio che il trend decennale segnala miglioramenti assai consistenti, specie sulle polveri fini. "La situazione dell’inquinamento atmosferico 2018 in Toscana è in deciso miglioramento, anche se permangono situazioni di criticità – dichiarano Fausto Ferruzza e Michele Urbano, rispettivamente Presidente e Responsabile del settore aria di Legambiente Toscana – Tali note dolenti sono registrabili ancora nella Piana Lucchese, soprattutto per quel che concerne le polveri fini, e nella Piana Fiorentina per il biossido di azoto. Rimane infine da commentare il dato sull’ozono (O3) un tipico inquinante secondario che si forma nella bassa atmosfera a seguito di reazioni fotochimiche che interessano inquinanti precursori prodotti per lo più dalle attività umane. A causa della sua natura, l’ozono raggiunge i livelli più elevati durante il periodo estivo, quando l’irraggiamento è più intenso e queste reazioni sono favorite. Da questo punto di vista, è molto interessante il dato registrato a Grosseto, che ci obbliga a pretendere di più da tutte le amministrazioni locali". 

Per Legambiente la sfida importante che oggi deve affrontare il Paese è quella di "Fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento e di ripensare le città per le persone, non per le auto".

La legge fissa a 35 giorni l'anno il limite massimo di superamento delle polveri sottili. "A Capannori - sottolinea Legambiente - invece, si e' sforato il limite per ben 53 volte".

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